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mai dire mai....grande verità....Partiamo dal fatto che non è mi è mai piaciuto correre che quando sentivo qualcuno che si alzava presto per correre gli davo della matta/o ...che ho sempre pensato che correre sia noioso insomma correre non era il mio sport ... un amica mi parlava sempre di corsa di quello che si prova delle sensazioni che lascia mah mi dicevo e cmq la curiosita me l'aveva messa che saranno mai queste sensazioni?.....un bel giorno ....un pomeriggio decido  di fare una corsettina volevo capire....beh corsettina mi era piaciuta e il giorno dopo l'ho rifatta  quella sensazione di benessere quando finivo mi entusiasmava e quindi piano piano la corsa ha iniziato a fare parte della mia vita quotidianamente senza poterne più farne a meno. 

franscesco1

 

Ovviamente le prime uscite erano tranquille e piacevoli , allungo il chilometraggio e le gambe rispondono, aumento la velocità e inizio a scoprire davvero la vera bellezza del running mettermi alla prova e capire fin dove posso arrivare.
Non  è facile raccontare che cos'è stato per una maratona . Sicuramente non è  oggettivo ma un racconto intriso di sensazioni e pensieri personali. Esperienza intima quasi mistica un che ha in quei 42 km il suo momento culminante . Ma comincia molto  prima nella testa e poi nelle gambe.

francesco2

Partiamo dalla fine, da quell'urlo di gioia e qualche lacrima che accompagna l'ultimo passo verso la  maratona.Non c'è vittoria da annunciare o forse sì, o forse "Abbiamo pareggiato, 1 a 1, X!". C'è un cronometro che si ferma e restituisce la misura di te stesso, dei tuoi sforzi, della tua fatica, di tutti i sacrifici spesi per arrivare a tagliarlo, quel traguardo. C'è una classifica che stabilisce quanti sono migliori di te e rispetto a quanti il migliore sei tu. E poi c'è una medaglia al collo, le gambe che pian piano si induriscono e l'adrenalina che scivola via e ti riportà alla realta .e la realtà è che in ogni caso, la sfida l'hai vinta. Ce l'hai fatta. Tu, quelli migliori e quelli peggiori.

francesco3

Prima, mesi prima, c'è un'idea. Un po' estemporanea, un po' buttata lì, quasi per scherzo. Perchè da sempre vedere questa cosa chiamata maratona in tv un po' ti entusiasma e ti fa sognare. Perchè quella volta da piccolo avevi visto quel collega di papà che la correva, e sembrava contento. Perchè voglio provare anch'io, diamine!

E allora è deciso, si fa mi iscrivo.
Inizio la preparazione insomma chiamiamola preparazione diciamo che con il lavoro mi ero reso conto che in settimana potevo fare ben poco la domenica solo riuscivo a mettere più km sulle gambe , inizio a farmi tanti problemi non ce la farò mai non ho una preparazione adeguata e li inizio a cambiare idea niente maratona ma poi il giorno dopo mi dicevo NO IO VOGLIO CORRERE QUELLA MARATONA... beh diciamo che al 27 novembre ci son arrivato così con mille incertezze mille dubbi ma con tanta voglia di correre Quella maratona . Mi danno dell'avventato e un po' dell'incosciente, ma non mi frenano. Ormai sono convinto e a quel punto i consigli ricadono su una prudente condotta di corsa.

Così sarà, dopo lo sparo impiego 3 minuti per giungere sotto lo striscione della partenza. Qualcuno già corricchia, io cammino, voglio conservare ogni singolo passo per la mia lotta contro quei 42 km e 195 metri. Bip, parte il cronometro, e partono tutti intorno a me. Vanno tutti. Tutti più veloci di me. Non mi faccio prendere dalla foga, corro i primi 3 molto tranquillamere mi riscaldo a dovere, poi pian piano tolgo una decina di secondi i 21 km li chiudo a 2 02 non male perchè la prima inizio a fare due conti...sbagliatissimo non ci devo pensare ...concentrazione... km dopo km passo dopo passo arrivo al 33 e li inizio ad accusare la stanchezza la schiena un dolore a centro mi tormenta stringo i denti tengo duro ormai manca davvero poco Ai 35 l'ultimo gel. Il conto alla rovescia dei chilometri che mancano all'arrivo diventa, km dopo km, da angosciante a stimolante. Dall' "ancora" al "solo". Anche se le gambe sono al limite e la testa ormai fatica a mandarle avanti.
Passo ai 40, e non mi fermo, penso solo ad arrivare. Non so in quanto ho corso gli ultimi due km, non ho fatto caso al cronometro, ma sono quasi certo che siano stati i più veloci di tutta la maratona. Più veloce l'ultimo, subito dopo quello prima. L'ultimo poi, in vista della piazza è il più emozionante. Mi vien da piangere, ho qualche lacrima. Accelero ancora. Ormai la strada che manca si misura in metri, non più in km giro l'angolo il tappeto blu il traguardo è lì il bip del chip e del mio cronometro, contemporanei.  Ho tenuto, alla grande 4 18 per tornare all'inizio della storia, a quell'urlo di gioia e qualche lacrima che accompagna l'ultimo passo verso la mia maratona

L'inizio della strada verso nuovi obiettivi e nuovi traguardi .......

francesco4